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Seconda domanda non polemica

10 Aprile 2011 alle 10:30

Grazie a Poggioni, Bolsi, Lovotrico, Bellia che hanno replicato alla mia domanda non polemica (spero di non dimenticare qualcun altro). Cerco, semplificando al massimo (e me ne scuso con voi) di riassumere la sostanza dei vostri interventi. Dunque: i pm sono pregiudizialmente ostili a Berlusconi (gentile Bellia, non ho mai votato il Cav., però penso anch'io che l'iscrizione agli atti delle telefonate del Pres. del Cons. sia una mossa "maliziosa" e che i magistrati che agiscono come una parte politica siano un disastro. Ma tutti, proprio tutti, i processi contro Berlusconi erano e sono pretestuosi, erano e sono un'aggressione politica? E questo, chi lo stabilisce? Berlusconi stesso? I suoi elettori?), occorre dunque difendersi (perchè, come dice Bolsi, la caduta di un premier per via giudiziaria non è ammissibile), per difendersi va bene anche la dichiarazione del falso, anche in un messaggio solenne in tv, anche in Parlamento, ricorrendo a tutte le astuzie (Poggioni). La morale che mi sembra di trarre è la seguente: à la guerre comme à la guerre. Non voglio partecipare al dibattito su chi la guerra l'ha iniziata per primo, se Berlusconi o i giudici. Su un punto possiamo essere tutti d'accordo: la cosiddetta "dialettica istituzionale" è saltata da tempo, oggi è in corso un conflitto in cui una parte cerca di sopraffare l'altra o di difendersene in tutti i modi, non potendo e/o non volendo riconoscerne legittimità e ragioni. I giudici e coloro che li sostengono invocano la Costituzione (talvolta capziosamente, talvolta a ragione, secondo me), il Cavaliere ha la forza che gli danno i voti, che in democrazia sono molto ma non sono tutto. Avete qualche idea su come uscirne senza fare delle istituzioni repubblicane uno spazio di guerriglia permanente o, peggio, un deserto? E' la mia seconda domanda non polemica.

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