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Mare nostrum

10 Aprile 2011 alle 12:00

Il mare è rimasto l'ultimo difensore dei confini spirituali dell'Europa, dove quest'ultima apre le proprie porte doganali agli invasori Nettuno richiude su di essi le porte degli abissi. Anche la richiusa del mar Rosso sugli egiziani è stata una tragedia del mare ma solo grazie al quel miracolo il popolo ebraico si è salvato e la genealogia cristica non si è interrotta. Scambiare come fanno i nostri vescovi la carità per l'accoglienza significa confondere la cittadinanza spirituale dell'uomo con quella politica, questa è genealogicamente determinata e radicata nel sangue mentre quella è il portato dell'elezione battesimale, per questo la Chiesa è Corpo mistico (di Cristo) e si può appartenervi anche senza averne dato consenso. La disperazione guida i libici alle nostre coste esattamente come guidava gli egiziani piagati e senza più primogeniti a inseguire gli ebrei fin dentro l'abisso della morte, il fatto che oggi non abbiano un faraone alla loro testa ma che anzi fuggano propria dall'ultimo di essi non rende meno pericoloso per noi il loro approdo: le guerre e le conquiste non sono infatti progetti razionali ma istinti naturali che l'elezione di un capo rende solo più efficaci, e l'incompatibilità politica fra maomettani e cristiani suggerisce che nessuna lusinga umanitarista potrà mai scongiurare lo scontro annunciato.

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