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Intellettuali sul piedistallo

9 Aprile 2011 alle 16:00

Pensavo a Roberto Saviano. Brillante, giovane, discreto, che, tra le altre cose, ha il merito di aver mostrato al grande pubblico cosa sono davvero la camorra e la malavita. Non poca cosa. Pensavo che lo ha fatto grazie a un contratto con la Mondadori, ma che nessuno lo ha mai chiamato servo. Pensavo a lui su Raitre, con Fazio, a dir messa al capezzale dell'Italia, in una trasmissione prodotta da Endemol, coi soldi del nemico da abbattere. E nessuno disse che era un servo. Poi lo penso al Palasharp, con accanto Eco, che legge Kant alla sera e poi va a Gerusalemme a dire che Berlusconi è come Hitler, che entrambi sono saliti al potere dopo libere elezioni e mostrando in tal modo uno spregio assoluto per la realtà storica dei fatti. Pensavo a questi eroi, questi crociati in marcia verso una nuova Italia, che masticano verità ma ne sputano i bocconi più indigesti, ci mettono in guardia dal Sardanapalo corruttore mentre ne intascano con discrezione la royalties. Penso agli italiani che alzano lo sguardo per ammirarli e li portano in trionfo.

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