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La cricca rosso-viola

7 Aprile 2011 alle 08:00

Il sospetto del signor Peccenini riguardo a quanto tempo libero ha il popolo rosso-viola per andare dovunque a manifestare mi ha colpito tempo addietro ed oltre alle ragioni prospettate dal succitato lettore ne aggiungo una anch'io. Epigoni del fondatore Lenin che nei suoi scritti predicava ai seguaci di fare solo politica notte e giorno facendosi lui stesso mantenere grazie alle rimesse di un'affittuario che non disdegnava, come feroce padrone di casa, di vessare al minimo ritardo sul pagamento della pigione, anche i nostri eroi omni-dimostranti occupano sicuramente un posto di lavoro che dà loro libertà di movimento ed un reddito sicuro. E ne parlo per un mio riscontro personale verificato con la vicenda di un dipendente di una importante banca e naturalmente sindacalista che non perdeva una dimostrazione del partito o del sindacato e presente anche ad ogni consiglio di classe prima e poi di istituto nel quale in un secondo tempo ha cominciato a farsi propaganda per le successive elezioni amministrative della mia città. Ed una persona così presente e così visibile, anche se era di una banalità disarmante, come fai a non votarlo?

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