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La civiltà dei diritti

7 Aprile 2011 alle 16:45

Ci sono tanti tipi di diritti: a muoversi, a esprimersi, ad avere un processo equo, a fare quello che si vuole delle proprie cose, ad avere cose proprie. L'aspetto paradossale della cultura dei diritti democratica è il diritto di qualcuno ad avere da altri cose che lui non ha. Ad esempio il diritto al lavoro, il diritto ad essere nutrito, il diritto ad essere curato, il diritto ad essere istruito. In pratica il diritto di qualcuno si traduce nel dovere di un altro di privarsi di qualcosa per darlo obbligatoriamente (per legge) ad altri. Tutto nasce dall'esproprio proletario, che nel profondo è l'esproprio della dimensione individuale e personale dell'esserci, a favore di una impossibile visione comunitaristica del vivere (la comunità, vivere in comunità, spartendo tutto con tutti, è possibile solo con atto di assenso - vedi francescani-, se è imposta si trasforma in un inferno). La cultura dei diritti è la più sottile e potente forma di tirannide mai concepita.

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