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Italia

4 Aprile 2011 alle 18:15

Quasi tutte le nazioni Europee si sono costituite secondo un processo culturale e poi politico. Pensiamo alla Germania. I germani sono la matrice etnica (e anche culturale) di molte nazioni Europee. I Sassoni in Inghilterra, i Franchi in Francia e in Italia Longobardi, poi al sud Federico II etc. Nell’epoca moderna Lutero, poi filosofi, scienziati, artisti e letterati hanno contribuito alla nascita dell’attuale Germania che come noto si costituisce nazione unitaria quasi nello stesso periodo in cui si unifica l’Italia. Il nostro paese è matrice della matrice Germanica e ha storia antica, tuttavia poca integrazione e unità d’intenti. Il difetto Italiano è di non aver tradotto la sua cultura in uno stato-nazione. I Land tedeschi hanno, pur nella diversità, comportamenti assolutamente armonizzati, cosa che non accade in Italia. In alcune regioni, ad esempio, vuoi per il “familismo amorale” o visione clanica del mondo, si sono costituite mafie anti statali. Queste non hanno consentito sviluppo, non solo economico, ma anche sociale tale da permettere un’integrazione nei comportamenti assimilabili alla Toscana e all’Abruzzo o anche all’Emilia e al Piemonte. La Nazione Italiana ha avuto, oltre a fenomeni locali o regionali, due altre dottrine che all’unità hanno sempre guardato con sospetto: il comunismo e il cattolicesimo, per loro natura internazionaliste. Il cattolicesimo è da quest’anno che “riconosce” l’unità con Il Cardinal Bertone all’altare della patria, concludendo l’annosa quanto devastante questione romana. Il comunismo ufficialmente estinto, sopravvive in Vendola e qualcun altro, ma ha lasciato un retaggio internazionalista che sopravvive nel pacifismo unilaterale e nella dottrina sull’immigrazione assolutamente nefasta per l’unità. L’unico modo per restare uniti è rifondare le basi della convivenza fra le varie comunità Italiane.

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