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La politica equivoca

1 Aprile 2011 alle 12:00

Proviamo per una volta ad essere obiettivi sulle ultime vicende politiche. Guardiamole da una posizione di imparzialità,senza volere a tutti i costi far quadrare il cerchio. Si può fare. Il contrasto fra il premier e Bossi c'è, reale e non apparente,anche se il leader della Lega ha detto che non farà cadere il governo; e questo era presumibile. L'Italia, cioè il suo capo di Governo,dopo varie esitazioni e morbide prese di posizione, sotto pressione si risolve per i bombardamenti,affrettandosi a dire di voler colpire solo obiettivi militari. Magra consolazione. L'avallo di Napolitano-in linea con la Costituzione-,a saper leggere fra le righe, non è propriamente giustificatorio dal momento che lo stesso Presidente ha fatto capire chiaramente che a Marzo non si sarebbe dovuto decidere per niente un qualsivoglia intervento verso la Libia. È fuor di dubbio che il malumore di Bossi,adesso,appare legittimo,non essendo stato interpellato,quasi fosse un comprimario di scarsa importanza,sulle ultime decisioni. Che poi dietro lo sconcerto della Lega possano esserci reconditi interessi che esulano da motivi umanitari, questo è un altro discorso. Certamente le tracce di questa frattura resteranno e, a essere lungimiranti,potrebbero condizionare le vicende future. Al di là di tutto questo, una realtà di cui i politici non sembrano rendersi conto:l'opinione pubblica assiste confusa a queste giravolte,esprime giudizi negativi e si allontana dalla politica e dai voti. Vogliamo davvero chiudere gli occhi davanti a questa evidenza lapalissiana? Una politica così equivoca è sbagliata, anzi è diseducativa. Spero che questo intervento venga pubblicato.

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