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Scioperi e contingenze nazionali

31 Marzo 2011 alle 21:00

Un pensierino in merito allo sciopero nazionale del trasporto previsto per domani. L’Italia è frantumata in mille corporazioni. Questo lo si sa. E le corporazioni sono concretissima e paradossale manifestazione dell’egoismo del peggior tipo: quello solidale. Non, dunque, l’atomico perseguire l’interesse del singolo da parte del singolo, che garantisce flessibilità al sistema e massima verità possibile ai suoi responsi. Piuttosto, mura poste a difesa di una cittadella in cui il solo entrare richiede un qualche sforzo (ma in Italia si sa come va con le barriere all’ingresso ... ) non presentando, il successivo permanervi, che vantaggi del tutto indipendenti dal valore degli inurbati. Se queste premesse son date per buone, ecco che allora molto si spiega della scelta sindacale di infliggere al Paese un disagio ulteriore rispetto a quante contingenze già stiamo patendo: la guerra, l’invasione della mezzaluna, l’odioso guardare altrove dell’Europa, il degenerare del dibattito politico, il folle attacco portato da un potere non elettivo al Legislativo ed all’Esecutivo, mafia e ndrangheta che dilagano al Nord. Vien quasi da chiedersi se, per caso, non vi sia l’ennesimo piano d’oltralpe dietro l’astensione di domani. Ché quest’ultima sarebbe ipotesi quasi più accettabile (anche moralmente) rispetto all’idea che dei connazionali possano profittare del ruolo strategico del settore in cui operano (quello dei trasporti pubblici) per esercitare un diritto che, nella fase in cui siamo, non può certo essere contrabbandato per azione legittima, ma che appare, piuttosto, come vero e proprio ricatto corporativo.

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