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Nobel per la pace

31 Marzo 2011 alle 16:30

Che bella idea il Nobel per la pace alla piccola comunità di Lampedusa. Sarebbe meritatissimo per la grande lezione di civiltà e di umanità che stanno dando a tutti noi e al resto del mondo. Pur sopraffatti da uno sciame di migranti disperati, non vi è stata violenza, neppure verbale. Solo appelli alla ragione perché i politici trovino la soluzione definitiva. Con l'aiuto dell'Europa, se dovesse arrivare, oppure senza, molto più probabilmente. Fra le interviste di gente allarmata non sono mancate tante voci di umanità, di dolore per le donne, i bambini e per quei ragazzi in cerca di speranza. Qualcuno ha donato vestiti dismessi, altri con coperte e generi di conforto. Mi piacerebbe che i lampedusani e i siciliani venissero coinvolti in quello che potrebbe sembrate solo un sogno: - Impianti di dissalazione pompare milioni di metri cubi d'acqua; il deserto che si trasforma in giardino. Nuove città costruite dai migranti, pronte ad accoglierne ancora e ancora. Industrie, università, e il piccolo popolo di Libia e i giovane popolo tunisino che crescono e diventano potenze economiche indipendenti. Un uccellino mi ha dice che Berlusconi parlerà di nuovo e che proporrà di diventare il loro grande alleato e socio. Socio alla pari. Mi figuro i commenti di sufficienza dei detrattori. Arroganza! Presunzione! Lo Stato non è un business! E le parole vuote di Bersani, le pagliacciate di Grillo o di Di Pietro che producono solo sconforto! Nobel per la pace, turismo e business: questa è la ricetta per Lampedusa. Business e ancora Business è la ricetta per il nord Africa. Anche per la Sicilia che vuole sconfiggere la Mafia.

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