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La legge è (quasi) uguale per tutti

31 Marzo 2011 alle 18:30

Tutti questi custodi del principio di eguaglianza del cittadino davanti alla legge, la società civile, il "popolo viola" e via dicendo, perché non sono insorti sdegnati quando un giudice per aggirare l' intervenuta prescrizione nel processo Mills ha ritenuto che il reato di corruzione si consumi non nel momento della dazione del denaro o del pactum sceleris, bensì nel momento in cui il corrotto comincia a spendere i soldi ricevuti dal corruttore? Quindi il reato di corruzione per questi grandi giuristi verrebbe a sostanziarsi in tempi di volta in volta diversi e variabili in relazione alla propensione al risparmio del corrotto. Se Mills, come faceva mia nonna, avesse gelosamente conservato i suoi risparmi, nessun reato e nessun processo? Oppure avremmo dovuto attendere che i suoi eredi utilizzassero quel denaro? E' del tutto legittimo che la politichetta, anche con furbizia, colmi il vuoto dell'art. 68 della Costituzione con tutti i mezzi possibili, finché non ci sarà un Parlamento degno di riprendersi le sue prerogative.

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