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L'umanitarismo guerriero di Obama

29 Marzo 2011 alle 17:30

Obama è intervenuto da guerriero in Libia così come Roosevelt intervenne in Europa contro Hitler, due guerre per il trionfo dell'uomo incatenato da due tiranni: Hitler e Gheddafi. Bell'esempio di altruismo umanitario che pone il III millennio sull'altare sacro della libertà. Non si capisce però perché mai i libici siano stati così fortunati da meritarsi il soccorso bellico anglofrancoamericano per scrollarsi di dosso quel tiranno del colonnello e i siriani, gli iemeniti, i nordcoreani, i somali, i cubani, gli eritrei, i cambogiani, i vietnamiti, i cinesi, debbano soffrire sotto il tallone di dittature spietate che di tanto in tanto insanguinano le piazze dei rispettivi paesi. Sarò anche banale nel ripetermi, ma temo che il miele adescatore per il fuco Obama, sia il petroleum, quella sostanza viscida e untuosa, nera, che ha già distrutto l'equilibrio ecologico del Golfo del Messico. Dopo il disastro di Fukushima l'atomo ha i minuti contati (e mi pare razionale, la paura è un fenomeno fisiologico) e, il petrolio, assurge alle vette dei 200 dollari al barile (159 litri).

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