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Profuclandestini

28 Marzo 2011 alle 19:30

E' chiaro che lasciare i profughi o clandestini, come meglio si crede chiamarli, sull'isola di Lampedusa per molto tempo e facendo loro subire disagi di ogni genere, serve a far vedere nei media che l'Italia non è quel paese che essi sperano, che sia o meno la verità, nella speranza vana, di lega e compagnia, che altri disperati non tentino di fare il viaggio della speranza. Non vedo altre spiegazioni, e così anche i Lampedusani sono abbandonati a loro stessi così come accade a chi in Italia si trova in forte difficoltà, penso alle imprese, alle famiglie che perdono il lavoro, o che non ce la fanno più a sopportare il peso di una crisi economica nata altrove e che fa di tutto per mantenere ricchi i ricchi e poveri i poveri. Ma quando cavolo impareremo a guardare veramente tutto ciò che accade come possibilità di ricchezza, di bellezza. Pensate se la Sicilia si trovasse a fare da cerniera con un mondo arabo africano dove i popoli non sono più oppressi da dittature che sin'ora hanno fatto combutta con l'occidente a scapito della gente di quei luoghi, proprietari veri di quel suolo così ricco di materie prime e petrolio che tutti vogliono come fosse aria da respirare. Ho dato 50 cent a un lavavetri tunisino che aveva si e no sedici anni, nei suoi occhi c'era la stessa speranza e desiderio di bellezza che abbiamo avuto anche noi a quell'età e che ancora oggi vorrei per me e cerco ogni giorno che mi siano regalati di nuovo. Beh, che ci si possa aprire il cuore e lo sguardo.

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