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La soluzione non sta in un nuovo colonialismo

26 Marzo 2011 alle 15:00

Per l’occidente e in particolare per l’Italia é giunta l’ora di guardare a costruire e produrre. Caduto 21 anni fa lo statalismo dei paesi del comunismo reale si é lasciato che questa stessa infermità dilagasse all’interno dello stesso occidente senza freni. La struttura pubblica nel suo sviluppo ha passato la soglia di utilità per diventare apparato che soffoca le strutture produttive e le energie vitali. É ora di prendere coscienza del fenomeno e procedere a una riconversione generale del sistema diminuendo il peso delle strutture parassitarie e liberando e dando invece energia alle forze produttive. Non esistono alternative. L’aggressività interna delle strutture pubbliche che vogliono procedere senza controllo é il male da contenere, restringere ed eliminare. La soluzione non sta in un nuovo colonialismo. Occorre mettersi al passo con i paesi asiatici per non continuare a cadere in una decadenza al cui fondo c’é solo la più assoluta miseria e l´autoritarismo della mediocrità degli apparati burocratici. Ogni altra cosa é solo infima menzogna al servizio della oppressione, della viltà, della prepotenza, del parassitismo e della stupidità.

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