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Linquìte cara somnia

25 Marzo 2011 alle 10:30

Per la Libia, nonostante tutte le varie, sgargianti opinioni, non accadrà niente di diverso da quello che, gli attuali rapporti di forza, gli attuali interessi, le attuali convenienze, trasversalmente distribuite, permetteranno che accada. Poiché oggi sembra impossibile una guerra tra stati, come successe nella prima e nella seconda mondiale, dobbiamo, realisticamente, accettare una situazione di frammentazione della stessa in conflitti locali. Qualcuno potrebbe spiegare per quale motivo Obama debba sottacere, o uscire dal solco degli interessi americani per favorire le frustrazioni di un mondo che non sa quello che vuole, o meglio che non è disposto a fare quello che sarebbe necessario, che trova sempre alibi nelle colpe altrui e nelle utopie di un mondo diverso?. La politica ha visto ridursi la sua primaria funzione progettuale, condizionata com'è, dalla opinione pubblica che ha assunto un peso improprio sulle decisioni di politica interna ed internazionale. C'è un equivoco di fondo: credere che decidere sia compito dell'opinione pubblica, dei movimenti, delle minoranze, delle buone intenzioni di giustizie e libertà. Possiamo crederlo, ma la storia ci sussurra che non è così. E' dura da ammettere, ma purtroppo abbiamo perso ogni possibilità di uscire dal gorgo mediatico che tutto avvinghia, condiziona e sommerge. Oddio, nella guerra dei Trentanni, il 96 per cento di coloro che si sbudellavano allegramente erano analfabeti. Allora?

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