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Troppi dubbi sul nucleare

24 Marzo 2011 alle 11:10

In seguito all'evento drammatico che ha colpito il Giappone con conseguenze devastanti sul nucleare a livello mondiale, ogni paese si interroga sulla necessità o meno di questo tipo di energia. Energia che finora in questo momento è detenuta da molti paesi, anche europei, salvo l'Italia. E per assurdo, è proprio l'Italia stessa a dimostrare molta preoccupazione in merito, forse perché si trova direttamente coinvolta in questa materia dato che il 12 giugno prossimo si dovrebbe votare il referendum per abrogare la legge attuale che vieta l'utilizzo del nucleare nel nostro Paese. Forse l'Italia o gli italiani non si sentono pronti ad un determinato tipo di cambiamento, ma mi sembra che gli italiani si mostrino sempre e troppo scettici sulle novità, forse condizionati dai partiti di sinistra conservatori all'eccesso, non amanti dello sviluppo, della modernità, della concorrenzialità e troppo concentrati sulla propria sete di potere fatta anche di voti e di totale accondiscendenza da parte del popolo. Purtroppo, non ci si può nascondere dietro l'evidenza, il problema nucleare sussiste, in tutte le sue sfaccettature. Pertanto, è corretto discuterne, ma occorre sangue freddo ed estrema razionalità. Persino il vicino Belgio si vede favorevole al nucleare che già detiene. Il Belgio notoriamente è uno Stato rivolto a sinistra, dove i socialisti, i verdi, i sindacati hanno sempre la meglio. Eppure, evidentemente, avendo già sperimentato la positività che può portare l'energia nucleare ed i risparmi sull'economia globale, i belgi sono giunti alla conclusione che questa possa costituire il male minore. Meditiamoci.

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