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La morale dei comunisti sulla patria

22 Marzo 2011 alle 16:30

Rinfresco la memoria al comunista di turno che in questo momento fa’ la morale al comportamento della Lega, addirittura sottolinea la contradizione dei Bossiani “di lotta e di Governo”. Ecco il pensiero di Palmiro Togliatti, il condottiero comunista ( con il pseudonimo di Ercoli, 1928) : “La tradizione del Risorgimento vive nel Fascismo, la rivoluzione antifascista non puo’ che essere una rivoluzione contro il Risorgimento“. Lo stesso, al XVI congresso del Pcus nel 1930, esaltava la propria acquisizione della cittadinanza sovietica, tanto da dichiarare: “È motivo di particolare orgoglio per me l’aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica. Io non mi sento legato all’Italia come alla mia Patria, mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo vedere unito attorno a Mosca agli ordini del compagno Stalin. È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano ”. E adesso che fanno i moralisti sulla Patria sù siamo seri!, a loro della Patria non importa nulla è convinienza politica, nonché tornaconto per imbrogliare gli Italiani. Meditate gente, meditate. P.S. Nazionalisti lo si è sempre o non lo si è mai.

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