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Riforma della giustizia e magistratura (seguito)

21 Marzo 2011 alle 16:29

Che un magistrato possa sguazzare nelle prescrizioni, attenuanti e aggravanti, nel caos giustizialista, nelle conquiste post progressiste e poi dedicarsi anche a fare l'opinionista (non sempre obiettivo), o il politico attivo (magari fazioso)... mi sembra grave: forse neppure il consulente in oratorio dovrebbe fare. E, invece, c'è chi compie 1-2... attività diverse (dalla politica attiva, alla collaborazione anche settimanale su riviste che vanno per la maggiore) e, come ogni categoria di lavoratori, hanno persino i loro sindacati: "Si comportano come una corporazione di lavoratori autonomi", per dirla con Piero Ostellino ("Corriere" del 13). E il 19 siamo arrivati al titolo di un commento di Sergio Romano: "L'azione penale in Italia obbligatoria ma facoltativa". Un discorso conciso ed onesto, purtroppo non nuovo. E intanto è arrivato in prima pagina un altro nome, che, se il sistema non sarà rifondato, potrebbe fare molta strada: Giuseppe Cascini (segretario dell'Anm), con il quale inizia l'intervento odierno di Pierluigi Battista sotto il chiaro titolo: "Invasioni di campo - Giustizia, i danni del fanatismo". Ha pronunciato parole "che hanno costretto il presidente Luca Palamara (...) a una garbata ma sostanziale correzione di linea", come afferma Dino Martirano, un giornalista di grande esperienza nella cronaca giudiziaria. E Francesco Verderami ci informa che Michele Vietti (vice presidente del Csm) ha "esortato i magistrati a non scioperare, perché commetterebbero un errore". Il legislatore, a mio avviso, lo dovrebbe dichiarare espressamente illegale. Il titolo dell'articolo mi fa sperare che finalmente si sia arrivati ad una svolta: "Il fronte del dialogo che divide la magistratura", poiché è un Corpo in cui il livello individuale dei componenti è ben oltre la media nazionale. Tre articoli di questo calibro in un giorno...

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