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No al nucleare? Dipende

21 Marzo 2011 alle 20:00

Dipende dai consumi che intendiamo fare, dallo stile di vita che vogliamo. Come al solito per i ricchi non c’è problema, hanno soldi per tutto. Per gli altri invece il problema c’è eccome, vista la quantità di beni e servizi che riteniamo ormai “necessari”. Rispetto ad un italiano di 60-70 anni fa credo che ciascuno consumi almeno 10 volte di più. Detto questo, l’altro problema è dove realizzare le centrali, visto che un incidente grave (che prima o poi capita) ha spesso rilevanza sovranazionale. Ha senso col nucleare continuare a ritenere la politica energetica una questione nazionale? Evidentemente nel mondo come in Europa ci sono zone più “sicure” e altre meno “sicure”, nazioni ricche di zone “sicure” e nazioni che non ne hanno affatto, come il Giappone ad esempio (fatto salvo che la natura fa quello che vuole, quando vuole, che noi lo aspettiamo o meno, e non si può nemmeno fare ricorso). Poi ci sono nazioni più efficienti e nazioni meno efficienti: se fossi un tedesco mi preoccuperei molto per una centrale italiana o rumena così come sono giustamente molto preoccupati in Lituania, per una centrale nucleare che i bielorussi, di cui non si sa nulla, vogliono costruire in zona di confine (a me non piace nemmeno il nucleare civile in Iran). Stesso discorso per le scorie, grande incognita per tutti. Speriamo che questo “incidente” nucleare in Giappone serva almeno a stimolare qualche riflessione intelligente sull’argomento, naturalmente mentre facciamo l’ennesima guerra legata ai combustibili fossili.

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