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Il nuovo modo di fare la guerra

21 Marzo 2011 alle 17:00

L'Onu decide la no fly zone, ma niente caschi blu. C'è una non meglio precisata coalizione che non vuole però l'intervento della Nato, che per altro statutariamente è puramente difensiva. Sarkozy, Cameron e il premio Nobel per la pace Obama, senza neppure i voti dei rispettivi parlamenti, decidono per la guerra. Detto e fatto. Da soli. Gli altri seguano, se non per interesse, quanto meno per non fare la figura di appoggiare un dittatore, come per altro ce ne sono a iosa proprio rappresentati all'Onu. Per abbattere Saddam Hussein ci sono voluti sedici anni di delibere ONU e due guerre di quei guerrafondai dei Bush, ora... Nessun tentativo diplomatico preliminare, anzi chi si fa avanti in tal senso (Unione Africana) viene stoppato. Chiuse le vie di uscita coi blocchi economici e il deferimento alla Corte Internazionale di Gheddafi. E lui naturalmente perde la testa. Per cosa? per appoggiare quelli di Bengasi contro quelli di Tripoli, cioè il ministro della giustizia di Gheddafi, il generale di Gheddafi comandante la piazza di Bengasi, il capo della polizia di Gheddafi di Bengasi, l'ambasciatore di Gheddafi all'ONU contro Gheddafi stesso, e usando armatissimi ragazzotti di Bengasi che pensano di fare la rivoluzione in mercedes. Questo è un modo di fare la guerra senza dichiararla, altro che appoggio a richieste di democrazia. E noi ci troviamo (quasi all'unanimità) guerrafondai di retroguardia, al traino di quelli veri, senza neppure cercare di onorare un patto di amicizia recentissimo cercando una via diplomatica di uscita dalla crisi. Senza neppure avere chiari gli interessi italiani da difendere.

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