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Insisto: il rischio demagogia non è meno grave del rischio nucleare

18 Marzo 2011 alle 11:09

Le decine di milioni (così si legge) di morti per fame che più o meno canagliescamente vengono annualmente imputati allo squilibrio tra i paesi tecnologicamente avanzati (“ricchi”) ed il resto del mondo (compreso quello con i pozzi di petrolio) diventerebbero facilmente centinaia di milioni se si spegnessero le luci. Riflettere sul futuro energetico del mondo è giusto. Prendersi una pausa per quanto successo è doveroso. Ma senza la demagogia ipocrita di chi vuole il grano per tutti ma per sè cerca il biologico. (E si lamenta del prezzo).

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