cerca

Gas e petrolio

18 Marzo 2011 alle 18:00

Mi sorprende che non si levino le solite voci per dire che le effettive ragioni dell'interventismo pro-insorti libici siano il petrolio e il gas. Giustissime le motivazioni umanitarie, ci mancherebbe altro, ma ci saremmo agitati così tanto se la Libia non avesse gas e petrolio, oltre a una posizione geografica strategica? Se non si spalancassero tante ghiotte opportunità economiche (penso alla visita di Cameron con seguito di businessmen all'Egitto "liberato")? Le minacce di Gheddafi nei confronti degli insorti, i morti delle settimane scorse, e quel che si sa del suo regime fanno temere il peggio, ma fa veramente male al cuore il pensiero di quanto abbiamo tollerato e accettato (Darfur, Rwuanda ecc) in assenza di petrolio, gas e posizioni strategiche (o anche quando il gas e il petrolio c'entravano ma erano off limits, vedi Cecenia). Tutti sanno che il regime libico non è crudele da oggi, ma l'Onu stesso sembrava non vederci molto di male, al punto da inserire la Libia nella sua Commissione per i diritti umani. Sappiamo che la politica è al 99% Realpolitik (o più elegantemente l'arte del possibile), quindi è giusto che si intervenga in Libia, con tanto di benedizione ONU, è giusto che si cerchi di andare d'accordo con i forti, i ricchi e gli emergenti (Russia, Cina, Paesi arabi ecc) ed è comprensibile (oltre che inaccettabile) che si condannino a ogni opportunita' coloro che danno fastidio (Israele). Tuttavia, non potremmo almeno abbaiare energicamente per una gamma piu' vasta di casi di oppressione? Magari a cominciare dalle donne, queste si' umiliate, mutilate, uccise prima o dopo la nascita, lapidate, oggetto di violenza fisica e morale, e ignorate pure dalle femministe che l'oppressione la vedono solo in Occidente. Probabilmente non servirebbe a niente, ma ci darebbe un'oncia di dignità in più.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi