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La patria tra i banchi di scuola

17 Marzo 2011 alle 19:30

Giuseppe Mazzini chiedeva con ardore: "Vogliamo la patria, la patria una e rapidamente. Possiamo cedere su tutto; su questo no. Potete, sapete darcela?" Era questo lo spirito che animava i patrioti e gli eroi del Risorgimento italiano. Passione, emozione e fierezza: sani sentimenti da trasmettere e da celebrare. Così, nell’Istituto Comprensivo Baracca dei Quartieri Spagnoli che tra i suoi banchi ha visto sedere anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si sono svolte ieri molte attività per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Sono stati coinvolti i piccoli alunni della scuola dell’infanzia che hanno cantato l’inno nazionale sventolando il tricolore e indossando fermagli con i colori della nostra bandiera, mentre per la scuola primaria, le classi seconde hanno elaborato cartelloni colorati sui 150 anni, le classi terze e quinte hanno invece intonato l’inno nazionale e, per ricordare le diversità che caratterizzano l’Italia, hanno cantato i ritornelli di famose canzoni napoletane, siciliane e veneziane. Diversi, ma uniti: questo il messaggio che si è cercato di trasmettere. Infine, la scuola media ha preparato ed offerto una pasta tricolore ribattezzandola “Baracchelle” dal nome dell’Istituto. Insomma, una festa tricolore che ha coinvolto ed emozionato i bambini, gli adolescenti, gli insegnanti e la Preside: è stato entusiasmante vedere i bambini intonare le note dell’inno nazionale con le manine poggiate sul cuore e gli occhi rivolti alla bandiera. Per una volta, si sono sentiti e ci siamo sentiti, più uniti e più italiani.

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