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L'isola dei famosi

17 Marzo 2011 alle 11:30

Ovvio che la paura "del nucleare" - oltre alle scontate ragioni sulla sicurezza degli impianti mai al 100 per cento - si fonda su paure arcaiche: il terremoto lo senti, il fuoco lo vedi, il fumo intossica, gli acidi puzzano, i virus e i batteri, seppur microscopici, hanno dei punti deboli, i tuoi nemici anche se si nascondono, sono uomini come te e puoi affrontarli. Ma le radiazioni no. Non si vedono, non si sentono, non si toccano, non odorano. La "trasmutazione dell'atomo" però è micidiale e colpisce il cuore del sistema uomo: brucia e uccide subito se l'esposizione è stata violenta. Predispone o fa insorgere tumori. Ma soprattutto devasta il futuro e la speranza, alterando i geni programmati al mantenimento della specie. Crea dei mostri. E non c'è acciaio o cemento che tenga. E il pericolo dura all'infinito. E le scorie, poltiglia minacciosa che nessuno ha mai visto, non decadranno che dopo centinaia di anni. E allora, ma come si fa a combattere questa paura ancestrale? Come far ragionare un sistema psicologico che, anche di fronte ai fatti statistici (le dighe crollano, il petrolio finirà, le energie alternative non sono sufficienti, le centrali a carbone, a gas, a biocombustibili hanno il destino segnato) ti sussurra, forse anche a ragione, che il 100 per cento assoluto della sicurezza di queste centrali non te lo può dare neanche Iddio? Senza parlare dei costi o della sciatteria dell'uomo che per risparmiare abbassa gli standard di salvaguardia? Tutto vero. Ma un modo ci sarebbe per far capire anche ai più scettici quanto siamo schiavi dell'energia in questo mondo moderno: scegliere una città e staccare la spina. Per una decina di giorni, mica di più. Impedendo ogni fuga. Insomma per far capire a quei Cristi assediati cosa significa davvero vivere oggi senza un goccio di energia. Ciò non vuol dire sposare il nucleare acriticamente. Questo significherebbe intanto mettere a nudo la nostra fragilità, e quindi cominciare a ragionare come uomini saggi e non come tifosi di calcio.

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