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Paure corrette e non

16 Marzo 2011 alle 10:30

La paura dell’immigrazione e la paura del nucleare hanno una comune inestirpabile radice: la prospettiva che sia una breccia nelle frontiere, sia una breccia negli involucri del reattore, oltre un certo limite diventino incontrollabili e irreparabili, e quindi non resti che subire danni di portata incognita, sino a che il disastro non si esaurisca da solo. Chi scrive e discute pubblicamente è quasi sempre pregiudizialmente schierato e tende a manipolare i dati. Degli allarmisti, se di destra è “corretto” dire che “cavalcano la paura”; se di sinistra, che “assumono posizioni responsabili”.

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