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Fumi radioattivi o fumi alcolici?

16 Marzo 2011 alle 20:30

Bonariamente mi permetto di segnalare alcune cose al Signor Meotti, che peraltro leggo sempre con grande interesse. Scorrendo il suo articolo pare che il disastro di Chernobyl sia stato di magnitudine tale da provocare un'ecatobe tra gli abitanti della regione. Non è vero: siamo lontanissimi dalla verità. Esiste un rapporto del 2005 dell'Unscear (Comitato istituito dall'Onu sppositamente sulle conseguenze del disastro di Chernobyl). Tale rapporto è reperibile in rete. Nell'immediatezza del disastro, morirono 3 tecnici di cui uno per crisi cardiaca e due sotto le macerie dell'esplosione. Quel giorno, in stabilimento, vi erano 600 persone, tra tecnici e soccorritori (pompieri): di questi, 137 furono ricoverati in ospedale con sindrome da radiazione acuta. 28 di essi morirono entro 3 mesi (totale 31, i morti immediati) mentre dei rimanenti 109, ad oggi (AD OGGI), ne sono morti in tutto 19: e non tutti a causa dell'esposizione alle radiazioni. Totale morti causate dall'evento : 50. Conseguenze sanitarie a lungo termine sulla popolazione: "Non è stato dimostrato alcun incremento di tumori solidi o leucemia dovuti alle radiazioni tra le popolazioni contaminate etc. etc etc...." (citazione dal Rapporto UNSCEAR). Abbiamo aspettato 20 anni per sapere qualcosa e il risultato è caduto nel disinteresse generale. Quanto tempo passerà prima che i fumi mediatici provocati dall'incidente di Fukushima inizino a diradarsi?

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