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La ginestra che il deserto consola

14 Marzo 2011 alle 14:00

E' nella nostra letteratura la profezia del male imminente alla ragione funzionale della scienza, che dall'Occidente si è estesa su tutta l'ecumene. Lo tsunami apocalittico della tecnica ha toccato le coste del Giappone dopo la guerra atomica, estinguendo le virtù patrie dei samurai, baluardi dell'ultima razza guerriera sostituita dalle confezioni inscatolate della Honda, della Nissan e della Toyota. Cosa avrebbe detto Leopardi, che ha celebrato il profumo della ginestra esalante sul deserto vulcanico del Vesuvio, vedendo trascinate come modellini di collezionisti infantili quelle autovetture luccicanti nel saloni delle esposizioni di Ginevra e di Parigi? La pietà tra gli uomini è suscitata da una presenza fisica reale, da uno sguardo che giunge diritto ai precordi, la celata del parabrezza ci sigilla nel sepolcro in un' armatura d'acciaio, che facendo tutti caballeros finge la compassione, ma "in corde non est Deus". La grandezza degli uomini nasce dalla disciplina del suo popolo, ma tutti i popoli del mondo sono indisciplinati come è il loro traffico, i giapponesi sono divenuti come tutti gli altri, i loro giardini appartengono alla oleografia come il pennacchio del Vesuvio, temo che questa volta stenteranno a rialzarsi; La bomba atomica provocò morte di uomini e distruzione di cose ma non domò lo spirito imperiale del sol levante, la conseguente americanizzazione ha reificato il Giappone come sta avvenendo con la Cina, il terremoto non è solo un evento della natura, è anche un segno del precipizio a cui siamo avviati, ma per comprendere i segni della terra e del cielo abbiamo bisogno di profeti e questo secolo abbonda di economisti, scienziati, tecnici di ogni specie, ma manca di profeti.. e senza profeti non si attraversa il deserto della vita.

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