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Quote rosa

10 Marzo 2011 alle 12:00

Mi è capitato, proprio mentre mangiavo il mio panino, di leggere un articolo di Veronesi grondante di melassa sulla sensibilità delle donne e sul fatto che dovrebbero ricoprire non il 30 per cento dei posti nei Cda, ma il 50% di qualsiasi cosa, dal Parlamento ai consigli regionali e via discorrendo. Ecco, per favore, qualcuno ci liberi da questi insulsi luoghi comuni, perchè la battaglia per l'uguaglianza e il merito non deve riguardare le sensibilità legate al sesso di ciascuno di noi, ma al nostro merito in quanto persone. Sono contraria alle quote rosa porprio perchè si fondano su idiozie di questo tipo e stimolano il vittimismo femminile e la gara tra sessi per stabilire quello migliore e non invece, di volta in volta, se l'uomo o la donna di turno è capace nel ruolo che ricopre: cosa c'entra la nostra sensibilità e il nostro favoloso istinto materno? Cosa c'entrano con le capacità, col carattere di ognuna di noi, perchè ciascuna donna ha un carattere diverso dalle altre (inclinazioni diverse, una donna può anche essere molto stronza, guarda un po' e non sempre la povera discriminata) non siamo mica una specie di scimmie tutte uguali, buone per consigli di amministrazione, ma anche per scaldare biberon?!! E' vero che le discriminazioni ci sono e che noi fatichiamo molto nel lavoro, ma secondo me ricevere una opportunità perchè donne per prima cosa e solo in seconda istanza per il merito, non ci aiuta per niente.

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