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L'unità delle papille

10 Marzo 2011 alle 16:00

In occasione delle celebrazioni per l'Unità d'Italia penso sarebbe opportuno proporre qualche iniziativa in difesa della lingua italiana. L'influenza delle culture nel mondo può essere direttamente attribuibile al peso politico dei paesi da cui tali culture provengono. Oggi il mondo parla inglese perché l’America anglofoba è il paese egemone: forte della lingua, la cultura americana impone una versione complessiva dell’estetica che va ben oltre la gomma da masticare o la bibita marrone con le bollicine, tutto conseguenza naturale di una supremazia economica e militare, ma non è una legge eterna dei sistemi culturali. L’Italia del Settecento non contava quasi nulla politicamente, ma in tutto il continente si cantava in italiano, in alcune opere di Diderot e nel Candido di Voltaire si trovano battute in italiano. L’italiano rendeva tutto piu’ elegante, era considerata la lingua del bello, sia visivo che sonoro, aveva influenzato il severissimo Bach attraverso Vivaldi: emblematica in tal senso una fase attribuita a Federico II: “parlo il francese con le dame, l’ inglese coi mercanti, lo spagnolo con Dio, il tedesco con i miei cavalli e l’ italiano con gli angeli”. Pertanto sarebbe auspicabile limitare la contaminazione della nostra lingua, senza arrivare al paradosso sciovinistico dei francesi che usano il termine “ordinateur” per “computer”, ma nel contempo difendere il nostro idioma dalle continue aggressioni dall’esterno.

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