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Illegalità e malattia

10 Marzo 2011 alle 15:30

Premetto che non sono uno studioso, ma 40 anni di agente di commercio mi hanno insegnato qualcosa del vivere quotidiano. Non mi capacito di quanto scorre nei notiziari da mesi e mesi, in merito ai processi che dovrebbero durare non più di 3 anni e di limitare al massimo le intercettazioni telefoniche, che riportano ai problemi di privacy dei cittadini e dei politici. Creare le premesse per far durare meno i processi, con la certificazione della posta elettronica obbligatoria per tutti gli addetti, avvocati e tribunali, come suggerito dal Dr. Gratteri nel suo recente saggio "La Giustizia è una cosa seria", mi sembrerebbe cosa buona e poco costosa ma nessuno ne parla, nè a favore nè contro! Per quanto riguarda le intercettazioni telefoniche, il mio pensiero va al mondo di chi "scopre" di essere ammalato magari con gli esami "over50/60" proposti in automatico dalla ulss di riferimento, e poi via via con altre e più pesanti indagini per trovare il modo di guarire se si scopre qualcosa di anormale. Ebbene, per collegarmi al tema, forse stoppando i processi dopo 3 anni risolviamo il problema della giustizia anzichè concordare tra le parti interessate uno sfoltimento di leggi e cavilli che aiutano l'illegalità a trovare sempre un modo per sopravvivere ai tempi dei vari gradi di giudizio? E non facendo tutte le necessarie intercettazioni telefoniche per scoprire il malaffare, con la scusa che sono molto costose, non è equivalente ad evitare e/o limitare le indagini mediche per evitare di scoprire le malattie, con grande risparmio anche per la Sanità Pubblica sempre in profondo “rosso”? Se la società in cui viviamo fosse un po’ più sobria, anche con l’esempio che dovrebbe arrivare dai maggiori protagonisti della Politica e della Comunicazione, forse i problemi della legalità, del lavoro e della quotidianità sarebbero più facilmente risolvibili.

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