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Testamento biologico: attenti alla Corte Costituzionale!

9 Marzo 2011 alle 18:00

Condivido in gran parte le riserve dell'Elefantino in ordine alla proposta normativa sul fine vita: si tratta di un campo minato difficile da regolamentare in termini di legge positiva: oggi la lingua non è più quella dei codificatori degli anni "20 e "30 e "40 che scolpiva sulla roccia i concetti, in poche parole (per tutti si rilegga il codice civile che dovrebbe essere una lettura obbligatoria nelle scuole per tutti gli italiani). Il pericolo è soprattutto che, per mediare fra tanta confusione, si finisca per approvare un testo al quale domani la Corte Costituzionale, con un colpo di bacchetta magica, toglie una virgola o un inciso sicchè ne risulta una norma dalla portata esattamente opposta a quella che era la intenzione del legislatore. Bisognerebbe aprire un dibattito sul modo di legiferare: se è vero che, come molti vorrebbero che fosse riconosciuto, tutto quello che non è proibito è permesso, la legge dovrebbe solamente proibire, quindi dovrebbe contenere precetti chiari e determinati che possono essere solo annullati dalla Corte Costituzionale nella loro interezza il che fa sì che torni in vigore la normativa previgente. In generale l'orgia infinita di legislazione etico-orientativo-programmatica di tipo leninista-sovietico che dal centrosinistra in poi è stata prodotta in Italia e che ha poi dato la stura alla odierna reazione iconoclasta contro la legge hanno finito per svilire il valore e soprattutto la forza della legge: bisognerebbe predicare da oggi "la continenza legislativa" per rivitalizzarne la funzione e recuperare nella generalità dei cittadini il rispetto per la legge.

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