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Scuola pubblica e aspiranti premi Nobel

8 Marzo 2011 alle 16:25

La bella intervista a Roberto Saviano di domenica da Fabio Fazio lascia l'amaro in bocca... Perché questo giovane del Sud nonostante tutti i meriti acquisiti sul campo delle lettere e dell'impegno anticamorra non convince più. Non convince il suo moralismo strabico. Non convince quel continuo paventare censure e "macchine del fango" (che sono tali se investono i "buoni" per statuto; e non lo sono mai se colpiscono Silvio Berlusconi). Non convince quel suo descrivere il Cavaliere come un povero nonnetto stanco, solo e triste (disgustoso il riferimento al racket delle prestazioni...). E poi evocare la gioia, l'amicizia, e il sesso praticato gioiosamente. Come a dire: solo noi (quelli del Palasharp) facciamo sesso gioiosamente; dall'altro lato c'è solo solitudine e racket! Non convince la sua protervia di giovane trentenne che si fa beffe di un "povero vecchio". Non è nobile tutto questo! E non convice neppure il suo talvolta disinvolto uso della lingua italiana. Non piace sentire, dalla bocca di chi viene indicato per il Nobel, quel "viene sparato in mezzo agli occhi", che in prima media verrebbe segnato con la matita blu. E questo dovrebbe interrogarci sui percorsi della scuola pubblica: frequentata prima, e difesa ora, da Roberto Saviano!

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