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Perché vita...

8 Marzo 2011 alle 18:00

Ascoltando gli interventi nella seduta dei parlamentari sul "Fine vita" io persona vivente mio malgrado mi pongo alcune domande: Anche se qualcuno ha inserito nella nostra costituzione il diritto alla libertà sino all'estremo di scelta di vivere e come farlo, chi veramente può affermare che questo sia giusto o arbitrario? Può l'uomo decidere di nascere, vivere o morire? L'evoluzione del mondo e lo studio delle ere geologiche, degli evi storici e delle epoche è testimone che non siamo cretori ma attori momentanei e spesso insignificanti. Consapevole di tale ruolo nella mia vita, trascorsa per lo più nel campo sanitario, mai mi è stato possibile non intervenire, anche se inutilmente pur di non essere responsabile di spegnere una vita. Mi sono capitati casi estremi di gravi malformazioni incompatibili con la vita (anencefalie, gemellarità siamese più simile a un granchio che a un esseri umani) ma ho cercato di fare tutto il possibile per non sentirmi responsabile di spegnere quell'anelito di vita, pur pregando che si spegnesse spontaneamente. Anche io sostengo che non bisognerebbe legiferare,ponendo in atto dele limitazioni che mal si adattano alla realtà della vita o a presunte libertà che non sono nella nostra disponibilità. Questo vale anche per a magistratura che non può e non deve essere determinante nel decidere sulla vita. In Italia non abbiamo leggi contro l'omicidio persino limitate nella legittima difesa e assolutamente contraria all pena di morte? Bene, si faccia una legge con un solo capitolo: nessuno, neppure la Magistratura può intervenire sul diritto di vita e di morte, salvo i casi penalmente previsti in difesa dei più deboli e soggetti alla prepotenza di soggetti terzi. Siamo sicuri che dare la morte, mascherandola da scelta di libertà, non sia il metodo più semplice per eliminare le difficoltà di scomode sopravvivenze?

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