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Non è la festa delle Scriteriate di Arcore, tutte chiacchiere e gigabyte

8 Marzo 2011 alle 16:18

Tra quello che il fogliante non può non leggere, segnalerei, nel giorno della festa della donna, l'inchiesta di Piero Colaprico su La Repubblica on line, concernente i messaggi vocali che le "papi girl" si scambiavano sulle feste di Arcore. Paragrafi alati di alto giornalismo del tipo: "Ma tra le non poche scriteriate habitué di Arcore circolava una specie di moda: perché perdere tempo a digitare messaggi? Perché sforzarsi di trovare le lettere e metterle in fila? Perché schiacciare tanti, faticosi tasti se ci si può spedire un semplice file audio?". Rivelazioni dell'alacre e fruottuoso lavoro di inquirenti e forze dell'ordine: "Quel 14 gennaio i telefonini vennero sequestrati per poche ore dagli agenti della squadra Mobile: occorreva "svuotarli" del loro contenuto. La sicurezza tecnologica di qualsiasi congegno nulla può quando qualcuno (in questo caso la magistratura) ha in mano il nostro cellulare. E i gigabyte gravidi di chiacchiere (che possono diventare elemento di reato) sono ormai a disposizione dei detective. Nel frattempo, bisogna chiedersi come Berlusconi possa sostenere davanti ai suoi fans di non aver mai pagato una donna". E poi non ditemi che non siamo in pieno 1984, presi in mezzo tra Psicopolizia, Lega Antisesso e Partito della Verità, al secolo La Repubblica & co.

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