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Differentemente solidali

8 Marzo 2011 alle 15:30

L’Occidente è cattivo per definizione, si sa. Si flagelli pure con l’assurdo senso di colpa che ancora inquina ogni seria riflessione sulla sua storia e si pieghi ancora alla rozza e falsa vulgata della oppressione plurisecolare di popoli, culture e religioni “altre”. Si suicidi pure di fronte alla saturazione di ogni capacità di assorbimento di ulteriori “migrazioni”. Ma, almeno, è lecito chiedersi che cosa, invece, stia facendo il mondo “altro”? Esiste una solidarietà “altra”, non foss’altro che per contiguità territoriale? Perché non si vede traccia, per esempio, del fantomatico umanitarismo islamico? Perché, per esempio, sciita-wahabita o meno che sia, né attrae alcun disperato né si muove massivamente in soccorso dei fratelli sfortunati un Paese, L’Arabia Saudita, cui il petrolio ha regalato improvvisa e casuale ricchezza, tale da soddisfare, senza troppi problemi, se non proprio le esigenze del “superfluo”, sicuramente le svariate centinaia di migliaia di richieste di aiuto di quanti anche Oscar Wilde avrebbe pensato essere sicuramente bisognosi del “necessario”?

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