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Yara e Maria Goretti

7 Marzo 2011 alle 19:30

Vorrei in qualche modo sollevare una critica a coloro che paragonano Yara a Maria Goretti. Questo non perché non sia degna di tale confronto, anzi quello che le è successo è terribile, ma per evidenziare che tante altre ragazze aggredite, pur cercando di evitare la violenza sessuale, non ci riescono e dopo vengono comunque uccise. In definitiva, non si può considerare santa solo chi muore riuscendo ad evitare la violenza, ma anche chi muore subendola. Anzi, paradossalmente a mio parere, Yara avrebbe “sofferto di meno” rispetto a chi, pur venendo uccisa successivamente, ha provato la terribile sensazione di essere profanata nel suo corpo. BISOGNA DIRLO CHE CHI SUBISCE VIOLENZA IN QUALCHE MODO VIENE GIÀ UCCISA! Ritengo che questa cosa sia molto importante e, dato che nessuno la sta sottolineando in tutte queste trasmissioni, ci tenevo ad evidenziarla perché sono una donna adulta, insegnante, sposata e madre di una ragazza di 19 anni alla quale mai e poi mai vorrei che accadesse una cosa del genere, e mi immedesimo nel dolore dei poveri genitori di Yara, ma anche in quello di tanti genitori che hanno perso la loro bambina, uccisa dopo una violenza alla quale non è riuscita a sottrarsi.

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