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L'articolo1 di Vecchioni

7 Marzo 2011 alle 16:00

Stavo ripassando la Costituzione e all'art.1 si narra che l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Poi leggo il testo di Roberto Vecchioni a Sanremo, l'Isola dei Famosi de sinistra: "Per il poeta che non può cantare, per l'operaio che non ha più il suo lavoro...per tutti i ragazzi e le ragazze che difendono un libro, un libro vero così belli a gridare nelle piazze perchè stanno uccidendo il pensiero...". E' questo uno spaccato di una tragedia da periferia umana che si fa arte sublime e che permette a Vecchioni di fare letteratura sulla precarietà altrui. Ma non è nemmeno questo il punto. Il punto vero è che in Italia, Repubblica democratica fondata sul lavoro (così dicono i padri costituenti), manca una voce, un testo, un interprete che dia piena attuazione e significato a questa Costituzione di cui la sinistra è custode morale indiscusso ed indiscutibile. Invece capita di leggere che i ragazzi e le ragazze che "gridano" nelle piazze sono così belli! Se d'altronde la sublimazione di questo paese viene evocata nelle urla di piazza, se tutto ciò ci fa venire le lacrime agli occhi, non è più coerente ammettere che l'Italia, più che celebrare il lavoro, è una Repubblica nella quale gli intellettuali di sinistra preferiscono cantare e descrivere l'utopia di un sogno che è talmente "bello" ma talmente "bello", che è persino meglio che non si realizzi, cosiccome invece previsto dalla Costituzione medesima?

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