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Cerasa e la fine di Fini

7 Marzo 2011 alle 18:30

Con poche battute su Tonini e il Pd, Claudio Cerasa spiega a "tout le monde" perché Fini è stato una catastrofe per una alternativa a Berlusconi, per una alternativa alle sinistre, per se stesso. Tonini ha chiarito in un pezzo sul Foglio che il Pdl può anche andare in crisi, ma l'antiberlusconismo militante non drena alcun voto in perdita proveniente da lì, perché ha sempre preso il berlusconismo e i suoi sostenitori di petto. Il successo finiano fino a Bastia Umbra giocava su questa situazione: una antitesi non viscerale al berlusconismo - l'unico finora ad averlo capito era stato Casini - ha il vantaggio a lunga scadenza di creare un passaggio morbido nell'elettorato, in caso di debacle dell'uomo di Arcore. Con quello che è successo dopo, con l'accanimento e l'incattivimento, Fini si è invece per sempre alienato "doppiamente" la possibilità di raccogliere voti in quel bacino elettorale. Innazitutto per aver del tutto "tradito" un voto ricevuto, secondariamente per aver di fatto "offeso" ogni attuale elettore di Berlusconi attraverso un allontanamento da Silvio non pragmatico ma antropologico. E questo vulnus non è destinato a sanarsi nè in due anni nè in 9, nè in 20.

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