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L'omino bianco

5 Marzo 2011 alle 15:00

Don R. Corti è stato condannato a 15 anni di reclusione per un reato orribile per i tribunali civili ma non per i tribunale della chiesa, per la quale non esiste peccato per quanto grave che non possa essere rimesso. E' questa la ragione del doppio foro, quello civile che non conosce la pietà e quello ecclesiastico per il quale un membro della - chiesa non perde mai il titolo di figlio di Dio ricevuto nel battesimo. Ma la chiesa soccombendo alla secolarizzazione si è allineata sulla legislazione civile e quello che un tempo rimaneva nascosto nei confessionali e rimesso alla prudenza del direttore spirituale viene esposto al ludibrio pubblico, che sotto il pretesto della castigazione dei costumi non cessa di inveire contro la chiesa e i suoi sacerdoti sorpresi nel peccato comune per il quale essi stessi recitano il mea culpa di fronte all'altare. I Vescovi e la gerarchia, che un tempo difendevano i sacerdoti non occultandone il peccato ma prendendo sulle loro spalle la pecorella smarrita con la cura del buon pastore, soffrono la concorrenza dei media e temono che un piccolo fermento possa inquinare tutta la pasta, eppure la chiesa tutta è l'assemblea di peccatori santificati dal sangue di Cristo, solo il papa(cioè il suo capo: Cristo) ha la veste bianca, tutti gli altri hanno quella nera, piena di peccati, che ritorna immacolata se lavata da quella liscivia che nessun lavandaio civile possiede. Il caso Ruby avrebbe dato alla chiesa una occasione incomparabile per riconfermare di fronte a tutti che gli uomini sono per natura peccatori e che essa è nel mondo non per impedire il peccato ma per assolverlo, come la medicina non elimina la malattia, ma ridona la salute; sarebbe stata un'occasione favorevolissima per riempire di nuovo le chiese e i seminari, ma ormai dopo mani pulite ognuno vende il suo spot pubblicitario dell'omino bianco che sbianca come più bianco non si può.

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