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Serve una politica estera che dia stabilità

4 Marzo 2011 alle 08:30

Sulla questione emergenza immigrazione clandestina, ma soprattutto immigrazione imprevedibile che non è più oramai alla portata di qualunque tipo di previsione, si pronuncia Stefano Stefani, presidente della Commissione presso la Camera dei Deputati dopo l'audizione del Ministro Maroni. Le sue parole stanno a far comprendere innanzitutto la buona volontà, il lavoro costante e ferreo del nostro governo anche in una situazione critica come quella attuale e la completa disponibilità ad affrontare ogni problema con senso di responsabilità, serietà, cautela, ma concretezza anche nel voler collaborare con tutta l'Europa. Stefani sostiene, come d'altronde sottolinea lo stesso Maroni, che "ciò che facciamo e che intendiamo fare sarà rilevante per gli sviluppi futuri del mondo arabo, ed è quindi necessario continuare con l'Europa una strategia di politica estera volta sd una transizione democratica, perché è dall'instabilità politica che nasce il pericolo di un'infiltrazione del fondamentalismo islamico". Conoscendo il senso di praticità del nostro governo, possiamo assumere che tali parole non sono al vento, ma ponderate e fondamentali, da tenere presente per il futuro che sarà anche nelle mani dell'Italia, Paese con un ruolo cruciale riguardo la condizione in cui versa il Maghreb e che può ripercuotersi direttamente sia sull'Italia che sull'Europa intera.

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