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De Siervo, De Siervo!

3 Marzo 2011 alle 10:30

Il presidente della Corte Costituzionale, con una battuta non propriamente degna di un comico ma, certo, nemmeno alla sua funzione, ha detto che: 'C'e' un esponente politico, di cui non faro' il nome nemmeno sotto tortura, che polemizza con la Corte Costituzionale, parlando di esponenti comunisti. Non si capisce però da dove trae queste affermazioni. Scusate questo sfogo'. Credo che noi tutti lo scusiamo. Così come lo scusiamo per l'umorismo alquanto gracilino. Strano però. E' per caso lo stesso De Siervo che ha presieduto la Corte Costituzionale in occasione della sentenza sul legittimo Impedimento? Ha, cioè, presieduto quella Corte che ha sancito come tra la politica, investita dei propri poteri attraverso il voto, espressione massima della sovranità popolare, e la magistratura, potere delegato si ma in forza di legge emanata dal potere politico debba essere, assai curiosamente, quest'ultima a valutare l'entità e la rilevanza degli impegni del Presidente del consiglio? Un potere delegato secondo costoro avrebbe la facoltà di sindacare, a proprio esclusivo giudizio, senza leggi o direttive specifiche, il potere delegante? Poste in questi termini le due vicende mi vedo costretto a rivedere il mio giudizio sulla battuta di De Siervo. Il quale, a ben valutare il confronto proposto, sarebbe di sicuro assai più indicato per uno spettacolo umoristico, tipo Zelig, che per l'Alta Corte. Non me ne voglia l'ottimo Bisio. E' che a Zelig, al massimo, potrebbe non far ridere nessuno. Una domanda per finire. De Siervo ha fatto quella spettacolare battuta nella sua funzione o in qualità di presidente della Corte? E sopratutto, ci spiegherebbe, con parole sue, quale cavolo sarebbe mai la differenza? Questo messaggio è stato inviato utilizzando una procedura.

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