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Unica colpa, essere cristiano cattolico

2 Marzo 2011 alle 16:30

Questa mattina in Pakistan hanno assassinato, mentre usciva di casa per andare a lavoro, Shahbaz Bhatti, ministro delle minoranze religiose. Unica colpa, essere cristiano cattolico. La persecuzione contro i cristiani continua incessantemente e quasi ogni giorno si registrano episodi di intolleranza e, in certi casi, assassinii. Ma una cosa mi ha colpito più di tutte: Shahbaz (come tutti gli altri martiri cristiani) è stato ucciso solo perché viveva (pubblicamente!) la stessa esperienza che vivo io. E pensare che a me sembra una cosa normale, spesso scontata, non incidente nella vita, nelle scelte (ad esempio mi vengono in mente le elezioni che ci saranno tra poco...). Invece Shahbaz, quando il pochi giorni fa ha accettato di nuovo l'incarico di ministro, sapeva benissimo che avrebbe corso un rischio altissimo, viste anche le minacce che ha sempre ricevuto (parliamo del Pakistan, lì non si scherza e, soprattutto nessuno ti protegge, lo stato non esiste). Eppure non si è tirato indietro, sapeva che l'unica cosa che vale davvero è vivere quell'esperienza fino in fondo e quindi testimoniarla. Per lui ha voluto dire arrivare a dare la vita. Per me dire l'angelus questa mattina in macchina mentre venivo al lavoro e magari in futuro, a Dio piacendo, costruire una famiglia che possa continuare a testimoniare quello che ha testimoniato Shahbaz, attraverso il carisma che ho avuto la grazia di incontrare.

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