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Americani e inglesi: via Gheddafi (e l'Eni?) dalla Libia

2 Marzo 2011 alle 18:00

Le cronache dell'Iran ci portano a conoscenza che non solo Sakineh ma persino il suo legale per il torto di averla difesa (vai e fidati dei giudici "comunisti") pare siano stati condannati a morte se non addirittura già impiccati. Come mai Obama, la Clinton e l'amico Cameron nulla dicono, nulla minacciano, nulla spediscono, nulla tuonano, nulla azionano contro il tiranno iraniano, mentre per Gheddafi che sgombri il campo senza battere ciglia, ed ancor prima di accertare dal giudice internazionale il vero sui supposti bombardamenti e sul supposto dispiegamento di mercenari in Libi, non vedono l'ora di scatenare l'apocalisse? Allora; volendo pensar male, a rischio peccato, domando: non è che l'Eni (per caso) con le sue idrovore e la sua libertà e capacità di sondare suolo e sottosuolo libico stavano sullo stomaco da tempo agli amicissimi americani e agli inglesi? Perchè dopo la storiaccia dell'Iraq, e perfino dell'Afganistan, delle tragedie che si ripetono e del dolore che investe, come in questi giorni anche l’Italia e che come la storia dovrebbero insegnare qualcosa, non è che al nostro premier sarà il caso di consigliare prudenza, nel non tuffarsi alla cieca dentro altri casini, ancora una volta infinitamente più grandi di noi? Od anche consigliare, così come aveva fatto la Francia contro ogni azione americana, internazionale ed europea, minacciando preventivamente persino il veto all'Onu in difesa di Saddam Hussein, di mettersi di traverso contro il cipiglio incupito degli alleati anglo americani in versione anti Gheddafi risolutivamente e subito a suon di minacce?

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