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La scuola, il solito pretesto

28 Febbraio 2011 alle 21:00

La “scuola”, istituzione sociale responsabile dell'istruzione e della formazione attraverso un programma di studi metodicamente ordinato, per dettato costituzionale può essere pubblica o privata. Già la limitazione, per la seconda, “senza oneri per lo stato”, la direbbe lunga sull’impostazione del concetto costituzionale della libertà d’istruzione, ma lasciamo perdere. E’ oggi inscindibile dal concetto di Stato, qualunque ne sia la natura, il dovere per lo stesso, di provvedere all’istruzione primaria dei cittadini. Per le Università il discorso è diverso. Il problema sorge quanto il “dovere” lo si vuole trasformare in “diritto di esserne l’unico a gestirlo, indirizzarlo ed esercitarlo”. Tutta la dottrina della sinistra, in materia d’istruzione, vi è imperniata. La prevalenza assoluta di questa impostazione di pensiero, ha portato da noi, alla creazione e al consolidamento di un sistema d’interessi intrecciati di natura politica, ideologica e sindacale che hanno finito per prevalere sul compito primario che non può prescindere da una visione pluralista. Il Dio pluralismo, che deve essere totale nella stampa, nelle tv, nei partiti, nella società, diventa un essere luciferino se trasferito nel campo dell’istruzione. Lo stracciarsi le vesti, le richieste di dimissioni, l’indignazione a comando, i toni esagitati, la strumentalizzazione dei presunti favori per la Chiesa cattolica, mostrano chiaramente che tutto si gioca sul controllo di posizioni di potere ed elettorali. Alla pretesa di non cambiare nulla, si aggiunge quella di non poterne neppure parlare. Il Cav. ha detto cose che sono sotto gli occhi di tutti, famiglie comprese, esatte nel merito, ma che il politicamente corretto e interessi collegati non accetta. Tutto qui.

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