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Est modus in rebus

27 Febbraio 2011 alle 09:00

In Libia mercenari e regolari al soldo di Gheddafi massacrano civili perfino nella culla. Piloti fedeli al regime bombardano la folla intenzionalmente. C’è un limite oltre il quale la comunità internazionale non può tacere. Io sono anti islamico, contro le moschee e fortemente a favore dei respingimenti. C’è però un limite che non può essere valicato. Musulmani o meno sono esseri umani e non possiamo assistere inermi sperando che poi vada tutto bene, né si può chiedere, tralasciando le stragi, di annullare il trattato d’amicizia italo-libico come se fosse un’azione intelligente, quando è politica da bar. Una nazione civile come l’Italia, se la è oltre le parole, doveva intervenire militarmente per salvare innocenti con o senza altri incivili come i Francesi, i Tedeschi e gli Inglesi. Il governo, la sinistra e i pacifisti sono da zero in condotta. La smettano tutti di parlare di democrazia, diritti umani e scemenze simili, poiché in bocca loro suona come bestemmia. Volendo essere cinici, un intervento militare contro Gheddafi, permetterebbe in futuro ottimi affari. Se non per civiltà, agire almeno per interesse.

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