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Atlantide

25 Febbraio 2011 alle 10:00

Il conflitto con il mondo arabo esiste da 1400 anni; da quando il profeta, armi in pugno, ha imposto il Corano in quelle terre. Fare l’elogio di dittatori, alcuni schifosamente sanguinari, è arduo in un comune sentire a–storico e a-critico. L’America e l’Europa zeppe di buoni sentimenti hanno già decretato che quel mondo vuole ciò che vogliamo noi. Il pane, certo, ma non è questo il punto, perché privo di valenza culturale. Democrazia, diritti civili, libertà religiose non basta chiederli, occorre interiorizzarli per generazioni e generazioni, altrimenti sono slogan. Credo che elite nord africane siano sinceramente “occidentali”, ma non illudiamoci, sono sparute minoranze. L’anti occidentalismo del mondo arabo e l’anti arabismo per consistenti gruppi nostrani, è una realtà inscindibile dagli avvenimenti in corso. Ricordo esternazioni di giubilo quando lo Scià fu cacciato da una rivolta popolare e tutti muti quando quelle stesse masse seguirono gli ayatollah. Di recente le libere elezioni in Algeria hanno portato il fis al potere, e solo un colpo di stato ha allontanato l’instaurarsi di una repubblica islamica nella sponda sud del mediterraneo. Ancor più di recente hamas in Palestina ha democraticamente vinto le elezioni, allontanando ancor più la pace con gli amici Israeliani. Ritengo giusta l’azione Americana in Egitto, che appoggia pragmaticamente i militari quali custodi di una tradizione autoritaria, magari addolcita da qualche riforma. In Libia l’assenza di una casta militare forte come quella egiziana e la struttura etnico tribale esistente, genera un ginepraio complicato. Se L’Europa fosse lungimirante esporterebbe con le armi “condizioni migliori” per i libici come fece Bush in Irak, ma è un continente perduto come atlantide, quindi subirà gli eventi.

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