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Italiani

23 Febbraio 2011 alle 14:19

Chi rappresenta gli Italiani? Io non credo esista veramente il berlusconismo rappresentativo del paese. Berlusconi è quel politico che ha arginato, per chi non è di sinistra, le giosiose macchine da guerra, i Prodismi o i Veltronismi. Punto. Nani e ballerine sono l’Italia? Una parte è così, un altra trepida per i balilla del palasharp e un altra tenta strade centriste, giustizialiste o ultra sinistre. Talvolta queste anime s’intersecano lungo le tangenziali per via di un vizietto puttaniere, che nemmeno un vate intoccabile della sinistra come Camilleri ha negato ricordando la propria gioventù. Nemmeno è novità, Susanna e i vecchioni, antico archetipo del vampirismo senile per la bellezza giovane, ormai perduta. Ma non è la bellezza che salverà il mondo? Unisce più lo scandalo del mattone che la bandiera, senza tante distinzioni politiche. L’Italia, del grande fratello, ansiosa di apparire come non mai, per poi scoprire che ai casting si raccolgono cinquanta/sessantamila giovani, quando ve ne sono cinque milioni. Gli altri? Non esistono. Italiani mafiosi, furbetti, laboriosi, indolenti, opportunisti, generosi, ipocriti, cinici, puritani, dissoluti e religiosi. Fazioni in lotta da sempre come Peppone e don Camillo. Ferrara pensa a Berlusconi come l’anima dell’Italia, Manconi lo rintuzza e il palasharp esulta per Eco. Nessuno la rappresenta veramente. L’anima dell’Italia è indefinibile, come la sua storia frammentata, disomogenea eppure stranamente unita. Che sarà mai la novità assoluta del potente di turno che sembra immortale, dimentico che la gloria è un dono effimero degli dei. Andreotti, Craxi ora Berlusconi, un dejà vu perenne, vecchio come il mondo. Solo la faziosità, di cui siamo intrisi, sembra essere il minimo comun denominatore di quello strano, vituperato e poco amato paese che ha nome Italia.

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