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Bizzarre conclusioni

23 Febbraio 2011 alle 16:30

Leggiamo che anche la Corte dei Conti non si esime dal censurare anche in via preventiva l'attività legislativa e di governo. Secondo quanto si apprende, il ragionamento della Corte è che il tasso di corruzione è aumentato del 30 per cento (non ho capito come si calcola l'aumento, ma questo è un altro tema)e quindi il progetto del governo di limitare le intercettazioni toglierebbe alla magistratura uno strumento importante per indagare in questo campo e contrastare il fenomeno. Non saprei dire se si tratti di una invasione di campo: a quanto ne so la Corte è chiamata ad esprimere pareri e proporre iniziative su un campo ben specifico che ha a che vedere con la P.A. e non certo a interferire con le politiche sulla giustizia adottate dal parlamento su iniziativa del governo. A mio giudizio, però, salta agli occhi la bizzarria delle conclusioni di fronte all'allarmante dato sul degrado dei comportamenti dei nostri funzionari pubblici: con la disciplina vigente in materia di intercettazioni, la magistratura non riesce a combattere efficacemente il fenomeno, ergo non sono le intercettazioni il mezzo idoneo allo scopo, o di contro, bisognerebbe amplificare la possibilità di intercettare, fino a trasformare gli uffici della P.A. in una sorta di Grande Fratello, con le telecamere negli uffici e nelle residenze degi amministratori pubblici collegate a degli schermi posti sulle scrivanie delle Procure... Perchè in questo Paese anche la Corte dei Conti si esercita nella opposizione "fuori Aula" al Governo invece di chiedersi il perchè degli scarsi risultati nel contrasto alla corruzione pur disponendo di amplissime facoltà di intercettare.

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