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Presidente, il catalogo è questo

22 Febbraio 2011 alle 16:12

Affascinati dal melodramma italiano celebrato da Ferrara e dall’amazonemachia di Buttafuoco, noi, questi Leporelli da strapazzo, servi di Berlusconi, figli di un Dio minore, vorremmo cominciare a cantarla l’opera del Cavaliere. Comniciando, naturalmente, dal Catalogo. E’ dedicata ironicamente al Presidente del Collegio giudicante: Giulia Turri. Presidente, il catalogo e’ questo Cotte e crude che fe’ il padron mio Una lista egli e’ che ho fatt’io Giudicate, godete con me: In Certosa seicento e quaranta In Grazioli duecento trentuna Cento in Chigi, in Russìa novantuna Ma in Brianza, Ma in Brianza In Brianza son gia’ mille tre. Mille tre. V’han fra queste signorine, Qualche mente intelligente Prezzolati laudatori Per l’accusa, presidente. E v’han servi di ogni sesso Di ogni taglia e ogni virtu': A Ferrara egli ha l’usanza di rubare quella penna, Ad Alfano la speranza, Ed a Letta la pazienza. Il giudizio forse scotta Ma minori non ne adotta, Fa regali ad ogni sposa Ma non compra mai la Cosa. Per concluder questa lista Manca qualche giornalista, E sareebbe assai eccitante Qualche toga declinante: Nonostante il tentativo Di tal gioie resta privo E’ avvisato presidente, Non si metta lo chiffon.

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