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La storia non insegna

22 Febbraio 2011 alle 19:59

Ecco, adesso l'attenzione di tutto il mondo,e dell'Italia in particolare,è accentrata sulla rivolta sanguinosa in Libia. Ma i prodromi di una situazione incandescente nel nord Africa c'erano già tutti alcuni mesi fa e stranamente venivano solo percepiti senza preoccupazione,con una curiosità sprovveduta e superficiale. Al solito,gli occhi del nostro Paese fissano e scandagliano le drammatiche vicende di altri popoli quando il dramma raggiunge il suo punto culminante e quando si comprende soprattutto che sono in gioco i nostri interessi commerciali. Prima c'era l'ipocrisia, la giustificazione del "non intromettersi" per non urtare la suscettibilità di governatori amici,anche se dittatori,il guardare agli affari propri soprattutto quando questi sollecitano l'indignazione delle controparti a favore o a sfavore di chi ci governa. Quando si riuscirà a capire che, in questo mondo,le vicende degli altri popoli riguardano tutti? E quando si farà strada il convincimento che i contraccolpi di una certa situazione in una determinata parte del mondo si faranno sentire, anche in una prospettiva futura,un po' dappertutto? Dove sta di casa la lungimiranza?

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