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22 Febbraio 2011 alle 17:00

Leggo il consueto sbrigativo commento della senatrice Finocchiaro al risorto progetto governativo di riforma della giustizia, e rifletto che se non è facile liberarsi dalla forma mentis e dagli annessi pregiudizi settari dei propri trascorsi comunisti e tornare a pensare liberamente, ancor più difficile parrebbe guarire dall’analoga patologia intellettuale del proprio vissuto di magistrato.

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